un minuto per gli squali – Settimana Europea dello Squalo

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Ebbenesììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì!


Una grande, grande notizia mi brucia nei polpastrelli ora che scrivo…. la immaginate?
Dai, non ci vuole molto sforzo.
Solo, non posso dirlo. Ancora.
Ma non sto più nella pelle!!!!
Non posso, non posso, c’è in ballo l’esclusiva a un giornale importante, anzi il più importante… ci sono gli sponsor a cui dare visibilità.
Ma davvero non riusicte a immaginarlo??? :-) )
un abbraccio forte dal superteam MedSharks

Il diario di un marcatore di squali


06/05
Seduto sulla poltrona di un volo per Istanbul, ripenso alla telefonata di Jimmy di qualche giorno prima: ?Compare che ne diresti di andare con quelli di Medsharks in Turchia a marcare squali grigi??
Erano anni che mi parlava di quel posto e di quella esperienza, così senza pensarci un secondo gli avevo subito risposto di si.

L?aereo accelera sulla pista proiettandomi in un viaggio temporale, destinazione un luogo imprecisato sulla costa turca, un luogo del passato e tuttavia reale.
All?aeroporto vengono a prendermi Simona ed Eleonora, notevolmente in ritardo poiché a detta loro ??quella sera giravano molti squali?.
Sono sempre più incuriosito, nonostante dettagliati resoconti e testimonianze dirette non riesco ad immaginarmi come in mediterraneo possa crearsi una simile situazione.
La notte passa via con un po? di agitazione, tra fantasie e ispirazioni rifletto su quanto mi attende per il giorno dopo. Poi l?alba mi sorprende e l?emozione lascia spazio alla consueta operosità pre-immersione.
Simona mi accompagna lungo la costa, in silenzio scivoliamo al riparo di una scogliera rocciosa che in pochi metri si spegne tra sabbia e posidonia. Percorriamo circa un centinaio di metri, ormai dovremmo esserci.
Attaccato alla parete supero ogni piccola sporgenza con circospezione, mi affaccio piano, il cuore batte forte, da un momento all?altro potrei trovarmeli di fronte.
E? un attimo, a ridosso della parete un gruppetto di castagnole esplode in mille direzioni, al centro si materializzano due ombre sinuose.
Stranamente metto a fuoco prima le caudali, alte rispetto al profilo del corpo, poi via via definisco i contorni dei musi e delle pettorali.
Resto immobile, inchiodato alla parete cerco di sparire nelle pieghe della roccia, nel silenzio più profondo avverto solo il respiro e i battiti accelerati del mio cuore.
Sono tranquilli, avanzano verso di me leggermente sfalsati, poi mi passano sotto sfiorandomi le pinne. Scivolano senza sforzo, come due aerei in caccia virano con impercettibile inclinazione delle pinne e invertono la traiettoria. Dietro ne arrivano altri. Tre, poi quattro, poi ancora fino a contarne sette. Mi girano tutti intorno, sono pesci magnifici, vorrei quasi toccarli e, solo per un istante, fingere di essere come loro.

08/06
L?operazione di marcatura si rivela invece ben più difficile, l’indomani i pesci sono molto più nervosi e l?attrezzatura predisposta per la marcatura si rivela carente in più di un aspetto. I primi tiri vanno a bersaglio ma per qualche motivo i tag non restano attaccati sul corpo degli squali. Dopo diversi tentativi a vuoto, alla fine della giornata riesco ad applicare una sola marcatura con il tag numerico di identificazione. A giudicare da queste prime esperienze l?applicazione dei tag satellitari sarà un?impresa alquanto improbabile.

09/15
Gli squali sono pressoché spariti, forse in seguito al peggiorare
delle condizioni meteo e all?arrivo di un forte vento di nord ovest. Ci
dedichiamo alla messa a punto di alcune modifiche sull?attrezzatura per
cercare di migliorare l?efficacia delle punte ed i collegamenti tra
queste ed i tag. In particolare i terminali dei tag satellitari ci
costringono ad un lungo lavoro di ricerca per dotarci di un cavo che
resista alla trazione esercitata dall?asta al momento dello sparo.
Risolviamo con un cavo d?acciaio da 120 libbre.
Riferimenti: il sito di Danilo Coscione

Scusate il ritardo…

Ciao a tutti,
e scusate il ritardo con cui aggiorniamo il blog. Il fatto è che con l’arrivo di Danilo Coscione, il nostro nuovo marcatore, il lavoro si è fatto pesantissimo, per lui e per noi. Danilo aveva il compito di inserire i tag satellitari sul dorso dello squalo – in un’area di poche decine di centimetri quadrati, evitando quelle più delicate per l’animale. Quest’operazione, che tutti gli altri scienziati effettuano catturando l’animale e immobilizzandolo a o sotto bordo, Danilo la doveva compiere su animali in libertà, con un fucile subacqueo: una cosa che non ha fatto mai ancora nessuno. Questo oltre a implicare una grande dose di precisione e abilità, comporta anche una necessaria fase di sperimentazione.
L’ancoraggio del tag, infatti, si è rotto ripetutamente e le giornate sono passate, oltre che in acqua a sospirare l’arrivo degli squali che per diversi giorni ci hanno mostrato solo la coda in lontananza, a mettere a punto le attrezzature. Nel prossimo blog, l’esperienza di Danilo il Marcatore.

il 20% degli squali rischia l’estinzione

Avremmo voluto parlarvi della marcatura ma la notizia del giorno è invece questa: gli squali sono nei guai.
La conferma è arrivata un questi giorni con la pubblicazione della Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione compilata dall’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Squali e razze sono fra gli animali più minacciati d’Europa: il 20% rischia l’estinzione e per gran parte delle altre specie la situazione è critica.
A conferma della situazione disperata per questi grandi predatori, infatti, il progetto MedSharks è l’unico condotto in Mediterraneo sugli squali nel loro ambiente naturale: nel nostro mare il resto degli studi si compie ormai solo su quei pochi animali pescati.
La situazione è critica anche per il Carcharhinus plumbeus, la specie studiata in Turchia, diminuita dell’85% in dieci anni nell’Atlantico occidentale. In mediteraneo pescatori e biologi concordano: il loro numero è diminuito drasticamente, e hanno proposto l’inclusione del Carcharinus plumbeus nella Lista Rossa come ‘vulnerabile’ nel Mediterraneo.

In questo quadro potete capire ancor di più quanto siano importanti le ‘nostre’ squale!
Eleonora

..e ora, proviamo a marcarli


Con l’arrivo di Danilo, il nostro nuovo marcatore, è partita la seconda parte del progetto: parallelamente alla ‘schedatura’ fotografica, cercheremo di marcare alcuni animali sia con i tag convenzionali, semplici bussolotti numerati di plastica, che con i tag satellitari. I primi contengono un messaggio un 5 lingue che chiede di rispedire il tag specificando il luogo di ritrovamento, e serve quindi in caso che l’animale sia catturato. Ma a noi serve anche come segno per distinguere uno squalo fra tutti gli altri: infatti ben due animali nel nostro catalgo 2006 hanno sulla groppa questo bussolotto, inserito da noi nel 2004 ( e ormai rivestito di incrostazioni).
Il tag satellitare è invece uno strumento molto sofisticato che registra la posizione dell’animale e ci dovrebbe pemettere, questa è la speranza se tutto va per il verso giusto, di sapere finalmente dove vadano gli squali quando a giugno abbandonano la baia. Non c’è bisogno di recuperarlo, perché trasmette al satellite i dati raccolti, direttamente dal mare, dalla groppa dello squalo, ma solo quando si sarà staccato nella data che abbiamo impostato.
Nel pomeriggio spero di mandavi un aggiornamento della situazione.
Eleonora

Un peschereccio nella baia


Ciao a tutti, oggi sarò molto sbrigativa perché abbiamo veramente tante cose da fare e questa sera dobbiamo correre in aeroporto perché arriva il nostro ?marcatore di squali? che domani vi presenteremo. Bene, questa mattina siamo entrate in acqua presto come al solito e abbiamo visto una decina di squalette. Appena siamo uscite dal mare un peschereccio è entrato e ha calato le reti proprio al centro della baia. La rete era a circuizione: una piccola barca di supporto stende la lunga rete in mare formando un grande cerchio e dopo il peschereccio raccoglie la rete chiudendo il cerchio e catturando tutti i pesci che vi sono finiti dentro. Ovviamente siamo state tutto il tempo con il binocolo in mano per vedere cosa avevano pescato, ma niente paura solo piccoli pesci e nessun squalo. Ora vi saluto perché dobbiamo schedare tutti gli squali di oggi e prepararci per il turno pomeridiano.
Simona

Ciao a tutti, fedelissimi e nuovi medsharkini


Vi abbiamo raccontato perché siamo qui e cosa vogliamo fare in questa spedizione 2006, ma credo, visto che siamo arrivata alla 6° edizione Medsharks Turchia, sia il caso di fare un piccolo riassunto delle annate precedenti e dei primi risultati ottenuti. Partendo dalle cose più recenti lo scorso anno abbiamo scoperto una ?nuova baia? frequentata dai pesci chitarra. Il pesce chitarra è una grande razza che oramai è scomparsa dal bacino del Mediterraneo occidentale a causa della pesca e della perdita del loro habitat. L?occasione di osservarli nel loro ambiente naturale e sicuramente una grande occasione per studiarli.

Lo scorso anno inoltre, siamo tornate in Italia con 2 segnalazioni di cattura di squalo volpe occhione (in alcuni giornali avevano riportato orecchione, ma non importa). Le segnalazioni raccolte si sono rivelate molto importanti perché questa squalo, Alopias superciliosus, non era mai stato segnalato in questa zona e in ogni caso è una specie molto rara: pensate che in tutto le segnalazioni del Mediterraneo non superano i 10 esemplari! A dire il vero non siamo venute a casa con solo le segnalazioni, ma anche con un campione del muscolo di squalo volpe sotto alcool che potrà essere utilizzata per studi di genetica.

Ma ora arriviamo al vero motivo che ci fa arrivare ogni anno qui in Turchia: gli squali grigi. Facendo una rapida carrellata delle informazioni che abbiamo raccolto in questi 5 anni possiamo dire che: la baia è frequentata da femmine mature, abbiamo visto solo pochissimi maschi e inoltre abbiamo filmato il parto di uno squalo. Per quanti riguarda la foto identificazione ogni anno abbiamo schedato circa 25 squali diversi, molti di questi sono stati ?riavvistati? negli anni seguenti. Scordavo, fra questi animali ce ne sono 4 che portano un piccolo TAG sulla schiena. Una piccola anticipazione, alcuni di questi squali marcati siano stati visti negli scorsi giorni!
Simona

Qui la cosa si fa muscolare


Ormai è chiaro: gli squali ci sono, e sono anche tanti, finora ne abbiamo contati 11 diversi (senza contare quelli che non hanno macchie o cicatrici, e che ai fini della nostro censimento non esistono). Ma la mattina sono diffidenti (a proposito, questo intendevo quando dicevo ‘nervosi’: qualcuno ci ha scritto un po’ preoccupato!). Appena ci vedono se ne vanno e ci costringono a lunghi ‘aspetti’ a vuoto.
Il pomeriggio invece si fanno avvicinare molto più facilmente. Alcune sono proprio curiose e si avvicinano per darci un’occhiata: oggi una ha addirittura toccato l’oblò della macchina fotografica!
Il problema è che il pomeriggio si alza sempre un bel mare e per avanzare fai 27 pinneggiate per rimanere sempre bello stesso punto. Sott’acqua sei sballottato dalla risacca e per star ferma devi incastrarti alla bell’e meglio cercando di evitare ricci e i terribili vermocani. ieri in quel delirio di onde sono riuscita anche a rompere una pinna – e non vi dico che fatica a rientrare con una sola in mezzo a quei frangenti.
Metteteci poi l’acqua fredda (sia a mare- 18 gradi- che a terra: non hanno ancora riparato il boiler così per farci la doccia calda usiamo il bollitore del tè!)… Ed ecco perché dicevo che la cosa si fa muscolare!
Intendiamoci, non ci stiamo lamentando: siamo esattamente dove da un anno sognamo di essere. in fondo le difficoltà ti fan gustare i tuoi risultati ancor di più!
Eleonora

…l’orchestra non si è ancora formata!


Stamattina abbiamo fatto un salto nella baia dove lo scorso anno avevamo trovato un gruppo di squali chitarra. Le buone notizie sono che ci sono: li abbiamo visti e filmati… anche se in mezzo ai nuvoloni di fango che sollevano appena vedono un’ombra che si avvicina. Sono pochi, però, ma c’è da considerare che siamo in anticipo di circa un mese rispetto agli avvistamenti dell’anno passato. Non che gli squali abbiano il calendario, ovviamente: ma il mare è ancora freddino (18°C) eprobabilmente loro cercano acqua più calda.
Stasera torneremo nella nostra baia a fotografare gli squali grigi: ieri pomeriggio ne abbiamo visti assai di più che la mattina, e molto meno infastiditi dalla nostra presenza. Un buon bottino di fotografie e tanti animali classificati. Continuiamo così!